Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Noah - Darren Aronofsky - W2M
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NoahNoah
di Darren Aronofsky (2014)

Aronofsky è uno di quei registi che non passa inosservato; le sue opere generano commenti, aprono discussioni e dividono il pubblico. Noah, poi, è riuscito a far arrabbiare ebrei, cattolici e islamici ancora prima dell’arrivo in sala: non è da tutti! In effetti, il regista dà una sua particolare visione del patriarca Noè e del diluvio (temi che sono presenti in tutte e tre le religioni monoteiste), un’interpretazione al limite del fantasy che può far gridare allo scandalo da parte di coloro che si aspettano una rappresentazione classica. Noah, costato 130 milioni di dollari, girato in 2D e “virato” in 3D in post-produzione, si avvale della presenza di grandi nomi: da Russell Crowe (Noah), a Jennifer Connelly (la moglie Naameh), ad Anthony Hopkins (Matusalemme, nonno di Noah), a Ray Winstone (il cattivo Tubal-Cain), agli ormai ex emergenti Emma – Hermione –Watson (Ila, la figlia adottiva e poi moglie di Sem) e Logan – Percy Jackson – Lerman (il figlio Cam). Aronofsky racconta il percorso di Noah che, rimasto orfano in giovane età, attraverso sogni e visioni riceve l’indicazione da Dio di costruire un’arca, per salvare le diverse specie animali. Solo la sua famiglia potrà salire sull’arca, perché il diluvio sarà una sorta di grande lavaggio che monderà la Terra dell’umanità cattiva e malvagia. In questo suo compito Noah sarà aiutato dagli Angeli caduti che, così, riusciranno a riconquistare la luce. Nulla da eccepire sugli effetti speciali e sulla grandiosità dei set realizzati. L’arca è stata costruita davvero e ha stupito anche gli operatori, per la sua maestosità. E’ la versione della storia conosciuta che lascia un po’ perplessi, oltre a un Crowe che non è in parte. Troppo “gladiatore”. Anche se, probabilmente, è un effetto voluto dal regista che ha dichiarato “…Gli spettatori ti vedranno come un supereroe, un uomo che deve fare i conti con la più dura delle avversità”. Una versione più classica, forse, sarebbe stata preferibile.

GIUDIZIO: W 1/2