Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di The Wolf of Wall Street - Martin Scorsese - W2M
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Wolf of Wall StreetWolf of Wall Street, The
di Martin Scorsese (2014)

La notte del prossimo 2 marzo sapremo chi l’avrà spuntata tra i nove film in corsa per l’Oscar. The Wolf of Wall Street è dato a 34 dai bookmaker e, quindi, non è tra i favoriti, così come Leonardo Di Caprio quotato a 17 volte la posta. Chissà se, questa volta, in barba agli scommettitori l’attore riuscirà a trasformare la candidatura in vittoria. Nelle tre ore del film – tanto è lunga l’opera di Scorsese – non si risparmia e mette tutta la sua bravura nell’interpretazione del giovane Jordan Belfort, sorta di Re Mida della fine anni ’80 del secolo scorso, capace di scalare le vette della Borsa, cadere e, in qualche modo, riciclarsi e risorgere. Il film è la versione cinematografica del secondo libro di memorie (appunto, The Wolf of Wall Street) di Belfort che, dopo anni di studio, incontri e progetti, è stato diretto e prodotto da Scorsese con l’aiuto e la collaborazione del suo pupillo, insieme per la quinta volta. Il titolo del libro e del film nasce dal primo articolo di una rivista importante – Forbes – dedicato al giovane rampante in cui veniva messa in evidenza la sua ambizione e lo spudorato modo di gestire la sua creatura, quella Stratton Oakmont composta da broker sui generis, nata dal nulla e nel giro di poco diventata una fonte di milioni di reddito. Belfort, giovane di belle speranze, entra nel mondo della Borsa deciso a migliorare la sua situazione finanziaria. Preso in simpatia da Mark Hanna (Matthew McConaughey ancora magrissimo per il personaggio – in corsa per gli Oscar – di Dallas Buyers Club), uno dei guru di quel mondo, che lo inizia alla droga e al sesso, diventa presto autonomo e fonda una sua società di brokeraggio, appunto la Stratton Oakmont, mettendo insieme un gruppo di disadattati, pronti a seguirlo come un messia. Belfort, insieme con il suo braccio destro Donnie Azoff (Jonah Hill, tra i nominati per l’Oscar come attore non protagonista) non si risparmia alcunché: droga (il vero Belfort era dipendente da ben 22 sostanze diverse), sesso continuo con prostitute di ogni genere e amanti varie, auto, ville e abiti di lusso, yacht; il tutto sostenuto dal cosiddetto Pump&Dump (ovvero la tecnica di far salire il valore di azioni tramite i broker per poi rivenderle attraverso dei prestanome alzando al massimo i prezzi) di cui Belfort era maestro. Il personaggio di Donnie Azoff è un “adattamento” in quanto Danny Porush, vero vice di Belfort, al contrario di lui, ha scelto di non collaborare al film. Tuttavia, Jonah Hill si dimostra bravissimo nel ruolo e dà un notevole contributo alla veridicità della vicenda. Brava anche Margot Robbie che interpreta la seconda moglie di Belfort, che lo abbandona appena l’attenzione dell’FBI diventa concreta. Denunciato per frode e riciclaggio, Belfort decide di collaborare e al processo viene condannato “solo” a 22 mesi di carcere. Scorsese e Di Caprio hanno esaltato il cinismo, il lato oscuro del personaggio, la decadenza, la mancanza di etica propria di Belfort, ma anche di molti protagonisti della finanza perché lui non ha agito da solo. Sono stati ben attenti a non farne un ritratto romanzato, ma hanno puntato alla realtà, senza nasconderne gli stravizi di tutti i generi. Il film è, infatti, vietato ai minori di anni 14. E’ una black comedy in cui tutto è eccessivo, anche la lunghezza, recitato e diretto benissimo, senza velleità di giudizi morali; naturalmente, non è per tutti.

GIUDIZIO: WW 1/2