Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Aspirante vedovo - Massimo Venier - W2M
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Aspirante vedovoAspirante vedovo
di Massimo Venier (2013)

Il regista e i due attori principali (Littizzetto e De Luigi) hanno tenuto a sottolineare che non si tratta di un rifacimento del famosissimo “Il vedovo”, cult del 1959 di Dino Risi; piuttosto di una libera ispirazione. Secondo Littizzetto si era un po’ persa l’idea della commedia nera, cattiva e meschina e, quindi, il lavoro di Venier è stato il benvenuto. In effetti, Aspirante vedovo, pur essendo molto simile all’originale di Risi, è piuttosto attuale e ha il giusto tocco di cattiveria. Susanna Almiraghi (Luciana Littizzetto) è una ricca, potente e vincente industriale del Nord, sposata ad Alberto Nardi (Fabio De Luigi), inconcludente, cialtrone e certo non uno “stinco di santo”. Il matrimonio raggiunge il punto di rottura quando, per un incidente aereo, Nardi sembra rimanere vedovo e si trova ad assaporare l’idea di disporre del patrimonio della moglie. Le cose, però, non vanno in questo modo e il tapino decide di lavorare, con altri due disgraziati, per arrivare a una vera vedovanza. Ovviamente, il risultato finale non sarà quello da lui immaginato… E’ sempre difficile riuscire a eguagliare – o superare – ciò che è entrato nella storia del cinema. Anche questa volta il risultato non è al livello dell’opera di Risi. Buona la caratterizzazione che Littizzetto dà della potente Almiraghi, quasi al livello di quanto fatto da Franca Valeri (qui la Luciana nazionale usa per il marito un’espressione torinese al posto del “cretinetti” della Valeri, ma l’idea alla base è la medesima); quasi accettabile anche l’Alberto Nardi di De Luigi (meglio, però, la recitazione di Sordi); deboli, invece, i comprimari - tra cui l’Ale del duo Ale e Franz, qui da solo – che non riescono a dare il giusto tocco di cialtroneria e cattiveria ai loro personaggi. E debole, anche la sceneggiatura che non approfondisce i diversi aspetti della storia. Una commedia nera da vedere per se stessa, senza farsi prendere dal confronto con il film del 1959 e senza attendersi granché.

GIUDIZIO: W 1/2