Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di L' Uomo d'acciaio - Zack Snyder - W2M
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Uomo d'acciaioUomo d'acciaio, L'
di Zack Snyder (2013)

Gli eroi della squadra D.C. Comics si differenziano da quelli Marvel: sono, infatti, più adulti e tenebrosi, più introspettivi. Ma quelli Marvel sono tanto, tanto più simpatici e ironici (basta pensare a Iron Man…). E’ quello che l’ultimo (in ordine di tempo) reboot di Superman fa pensare. A distanza di 35 anni dall’opera di Richard Donner (è del 1978…) Christopher Reeve è ancora il “miglior” Superman e, a confronto con questo di Snyder, anche il Superman Returns del 2006 di Bryan Singer fa una miglior figura. Snyder ha scelto di eliminare alcuni “punti fermi”: la kriptonite e Lex Luthor, tanto per citarne due. E anche il titolo “L’uomo d’acciaio” è per il fatto che il segno non è una “esse”, ma il simbolo distintivo del clan El e significa “speranza”. Sarà Lois Lane (Amy Adams – The Fighter, The Master) a dargli il nome di Superman. E sì, perché in questa versione la giornalista Lane conosce subito l’eroe ed è parte integrante dell’azione. Il nostro (Henry Cavill, Immortals, The Tudor) arriva sulla Terra da Kripton, che sarà distrutto per la poca lungimiranza dei suoi governanti, appena nato, per decisione dei suoi genitori, che hanno le fattezze di Russell Crowe (Jor-El) e Ayelet Zurer (la madre Lara). Dentro di sé, a sua insaputa, il bimbo porta il codice genetico della razza kriptoniana, e sarà per questo che attirerà il cattivo di turno, il generale Zod (Michael Shannon) e la sua cricca, unici sopravvissuti all’implosione del pianeta in quanto custoditi in singolarità. Le due visioni opposte - quella del generale che pensa di ricreare Krypton sulla Terra eliminando i terrestri e quella di Clark Kent/Kal-El/Superman che si sente parte dell’umanità e vuole proteggerla - scatena una lotta senza quartiere con distruzioni e scontri violenti. I genitori umani, la coppia Kent (sono Diane Lane e Kevin Costner), hanno molto contribuito a formare il carattere del ragazzo e a farlo riflettere sui suoi poteri e su come impiegarli al meglio. Da parte sua, Clark ha cercato di fare vari lavori per meglio capirsi e trovare risposte. Fino ad arrivare, alla fine, a quel ruolo di giornalista occhialuto che ben si conosce. Il lavoro di Snyder (300, Watchmen), nonostante la tanto sbandierata produzione di Nolan, non riesce a fare con Superman ciò che Nolan regista ha realizzato per Batman. Sarà il personaggio, oppure gli attori scelti per questa parte, o le storie non così valide, ma il risultato dei vari reboot è banale e quest’ultima versione è pure parecchio noiosa. Troppe scene di distruzione, troppo lunghe. Effetti speciali buoni, ma anche qui troppo “fumosi” e con eccessivi giochi di luce. Il regista ha scelto la formula “flashback”, per raccontare da dove viene e il percorso di crescita di Kent/Superman, ma anche qui non è un modo fluido. Fa pensare che sia stata una maniera per dare più spazio ai due top Costner e Crowe. E, nonostante questo, il Jor-El di Marlon Brando, pur essendo in scena per poco tempo, aveva uno spessore decisamente diverso. Insomma, non ci siamo!

GIUDIZIO: W