Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Magic Mike - Steven Soderbergh - W2M
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Magic MikeMagic Mike
di Steven Soderbergh (2012)

L’ultima, in ordine di tempo, opera del talentuoso regista Soderbergh trae spunto dalla vera esperienza del protagonista. Il film, infatti, è un’idea di Channing Tatum che ha voluto portare sullo schermo ciò che lui ha vissuto in prima persona. Tatum, melting pot di origini irlandesi, francesi e indiane, nato in Alabama ma cresciuto tra le paludi del Mississippi, ha scolpito il suo fisico durante l’high school dedicandosi a molti sport. Ha “messo a disposizione” di femmine scatenate il “prodotto” come osannato stripper (appunto il Magic Mike di Soderbergh), passando poi a essere un ballerino e un modello per marchi famosi (Calvin Klein, Armani), per approdare infine al cinema. Lanciato dal primo Step Up, dove ha conosciuto anche sua moglie, la splendida co-protagonista Jenna Dewan, ora si divide tra il mestiere di attore (fra i suoi lungometraggi più recenti The Eagle di Kevin Macdonald dove era Marcus Aquila) e quello di produttore. Mike è una persona impegnata in più lavori: di giorno posa tegole e crea mobili artigianali, di notte si esibisce come punta di diamante del Club Xquisite, pronto a sedurre il pubblico con le sue performance. Il locale è di proprietà di Dallas (un sorprendente Matthew McCounaghey che, nonostante le sue 42 primavere, espone un corpo sodo che fa quasi sfigurare quello di stripper “di contorno” più giovani), ben conscio (sembra) del successo ottenuto grazie a Mike. Mike è anche un piccolo talent scout e quando al cantiere arriva Adam, un diciannovenne in cerca di lavoro (Alex Pettyfer) capisce che ha stoffa per lo strip. Lo prende sotto la sua protezione, insegnandogli – insieme con Dallas – l’arte dello spogliarello e della seduzione. Ma l’ambiente, con soldi, donne e droghe facili, può essere pericoloso, soprattutto per un giovanissimo. Adam (soprannominato The Kid) cede allo sballo offerto dall’ecstasy e si caccia in una brutta situazione. Mike, invece, si innamora di Brooke, la sorella “normale” di Adam e, per lei, cambia i suoi programmi. Il film è sì un’esposizione di corpi maschili, ma è anche un racconto di crescita e Soderbergh scava nell’ambiente, esponendo senza esprimere giudizi, anzi cercando di far capire cosa ci può essere dietro la cultura dell’apparire e del mostrarsi. Gli attori principali sono tutti all’altezza e credibili, anche nella recitazione. Peccato il pessimo doppiaggio di Dallas che non rende, nella versione italiana, giustizia a McCounaghey. Oltreoceano la pellicola ha incassato 110 milioni di dollari in un solo mese e, nella buona tradizione, già si parla di sequel…

GIUDIZIO: WW