Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Avatar - James Cameron - W2M
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AvatarAvatar
di James Cameron (2010)

Un successo annunciato. Questo in estrema sintesi l’ultimo lavoro del cinquantacinquenne regista laureato in fisica, autore del film campione di incassi di tutti i tempi (Titanic, vincitore anche di ben 11 premi Oscar) e del Terminator, giusto per citare due opere entrate nella storia della cinematografia. La prima idea di Avatar risale al 1995, ha richiesto quindici anni per essere tradotta in pratica. Cameron ha dovuto aspettare che la tecnologia gli consentisse di realizzare la sua personale visione del pianeta Pandora. A costi enormi. Alcune voci (autorevoli, visto che una è del New York Times) parlano di 400-500 milioni di dollari. Forse la verità è vicina ai 300. Comunque una cifra che pone Avatar tra i lungometraggi più costosi di tutti i tempi. Tuttavia una sapiente strategia di marketing, con articoli e servizi televisivi ben calibrati, ha scatenato in tutto il mondo una sorta di “febbre” e una spasmodica attesa. Nelle prime settimane nel mondo sono stati incassati più di 1.200 miliardi di dollari, ai Golden Globe ha fatto incetta di premi e in Cina ha scatenato la reazione politica: troppo simile a certe situazioni dei contadini, quindi non verrà proiettato... al suo posto? Un lungometraggio su Confucio… In Italia la distribuzione ha deciso di posticiparne l’uscita, per non compromettere il successo dei cinepanettoni. Tutto ciò si è tradotto in incassi enormi nel primo week-end, sale strapiene e persone entusiaste. Pur essendo distribuito anche in versione 2D, è da vedere in 3D. Solo così si possono apprezzare in pieno le scene e le creazioni. La realizzazione ha richiesto lo sviluppo di tecniche innovative, più di quattro anni di lavorazione e 120 persone tra illustratori, progettisti, modellisti ed esperti di effetti speciali. Pandora è un mondo verde, abitato dai Na’vi, nativi flessuosi, blu, alti tre metri, molto affascinanti, che si muovono tra una flora e una fauna adeguate. Il Viperwolf, per esempio, è un predatore determinato. Con sei zampe, può strisciare nella foresta, correre come un cane o arrampicarsi come una scimmia. E che dire dei Banshee, sorta di draghi volanti, che i nativi usano per muoversi nei cieli? Un numero impressionante di disegni per ottenere quello che Cameron aveva in mente. Questi animali sono “la conquista” dei giovani Na’vi come dimostrazione del completamento della propria formazione. Sono creature che devono essere conquistate e che si legano per la vita a un’unica persona, formando con essa un tutt’uno. Chi ha letto l’epopea di Pern di Anne McCaffrey ritrova in questo e in altri aspetti tante similitudini. Chissà se anche Cameron ha tratto ispirazione dall’opera della scrittrice… La storia racconta come il marine Jake Sully (interpretato dall’attore australiano Sam Worthington che ha già un’esperienza di umano/essere creato avendo prestato volto e fisico a Marcus Wright di Terminator Salvation) si trovi suo malgrado a sostituire il gemello morto improvvisamente. Il suo gemello faceva parte di un progetto speciale che vedeva un gruppo di scienziati assegnati con un distaccamento di militari al pianeta Pandora. Il pianeta è ricco di un minerale di grande valore per le tecnologie terrestri: l’unobtanium. Il gruppo di militari è a supporto di una squadra di tecnici che hanno l’obiettivo di impossessarsi di questo minerale; per loro i nativi sono solo un intoppo. La squadra di scienziati, invece, cerca di capire quali sono le caratteristiche della fauna e della flora e qual è il legame tra i Na’vi e il loro mondo. Lo fa tramite gli avatar, creature composte da DNA umano e di nativi create dalle capacità della dottoressa Grace Augustine (Sigourney Weaver) e che “vivono” finché l’umano di riferimento è in trance in una specie di culla chiusa. Proprio uno degli atteggiamenti di Grace ha fatto assegnare al film la classificazione statunitense PG-13, ovvero “guida dei genitori per la visione ai minori di 13 anni”. Non per la violenza o per altro, ma perché la dottoressa fuma in continuazione! Jake, costretto sulla sedia a rotelle da un incidente in missione, accetta di sostituire il gemello, ma contemporaneamente il colonnello (interpretato da Stephen Lang) lo ingaggia per raccogliere il maggior numero di informazioni con l’obiettivo di raggiungere più velocemente e in modo mirato il prezioso minerale. Jake riscopre la bellezza di potersi muovere a suo piacimento, ma nella prima missione si allontana troppo e rimane nella pericolosa notte del pianeta. Entra così in contatto con Neytiri (Zoe Saldana, già vista in Star Trek) che non lo uccide perché sul suo corpo si depositano i semi dell’albero delle anime, una pianta vecchissima, sacra e che racchiude gli spiriti della Madre Terra e degli antenati. Un segno del destino che porterà Jake a diventare parte della tribù di Neytiri (figlia del re), cambiandolo completamente. Il colonnello dimostra tutta la sua pervicacia nell’inseguire e nel distruggere, non solo i nativi ma anche i suoi simili che non si adeguano alla sua volontà. L’amore per la bella principessa e la consapevolezza che nessuno ha il diritto di annientare un mondo in cui l’armonia è frutto del costante legame tra tutti gli esseri, porteranno Jake ad abbandonare i terrestri e a combattere al fianco dei Na’vi. Il grande lavoro e i notevoli mezzi a disposizione si vedono: Pandora è reale, i Na’vi sono naturali, la flora e la fauna sembrano solo di un altro continente, le Montagne Fluttuanti (alla base delle quali ci sono le particolari formazioni carsiche della regione di Guilin in Cina) ti aspetti di trovarle davvero in qualche posto esotico, gli AMP (Armored Mobility Platform) Suit e gli elicotteri in dotazione ai militari paiono sottratti a un normale esercito. Tutto perfetto? No. Il coinvolgimento emotivo non è pari a quello di altri film (uno per tutti: Wall.E), il colonnello rappresenta tutta l’alterigia e l’ottusità del potere militare, lo stereotipo degli americani perfidi e guerrafondai (ma non è che ha ragione l’astrofisica Margherita Hack? Recentemente ha auspicato che se esistono degli extraterrestri è meglio non ci trovino altrimenti faremmo la stessa fine dei pellerossa, dei Maori, degli africani.). Ci sono comunque messaggi positivi: mai arrendersi, è nel diverso che sta la salvezza, vivere in sintonia è alla base del benessere del mondo. I Na’vi daranno probabilmente vita a una saga; il regista Cameron ha dichiarato che ha molto amato Guerre Stellari e Spielberg ha espresso commenti entusiastici… Uomini blu, vi aspettiamo!

GIUDIZIO: WW 1/2


Renata Zambelli


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